Tutto quello che leggi qui è frutto della mia esperienza personale. Per qualsiasi dubbio o decisione sulla tua salute, consulta sempre il tuo medico — lui conosce la tua situazione, io no.
Ricordo ancora quel momento come fosse ieri.
Ero seduta davanti all’ennesimo reumatologo, con un bel pacco di analisi sotto il braccio e zero risposte in tasca. Risultati nella norma, come al solito. Niente artrite, niente artrosi, niente di niente.
“Allora perché mi fa così male tutto?” pensai. Senza dirlo ad alta voce, ovviamente.
Ma poi successe qualcosa di diverso. Il medico alzò gli occhi dalle carte e disse: “Venga qui, che la visito.”
Iniziò a premermi dei punti sul corpo — collo, spalle, schiena, fianchi. Ad ogni pressione mi chiedeva: da uno a dieci, quanto fa male?
Diciamo che non ero proprio silenziosa.🤪
Alla fine mi guardò e disse: “Ha la fibromialgia.”
Quei punti si chiamano tender points — o punti trigger — e sono uno degli strumenti principali per riconoscere questa malattia. Oggi te li spiego: cosa sono, dove si trovano, e soprattutto perché fanno così male.
Ma prima: tender point o trigger point?
Si usano spesso come sinonimi, ma non lo sono esattamente — e vale la pena capire la differenza.
Il tender point fa male quando viene premuto, e il dolore resta lì, nel punto preciso. Il trigger point, invece, proietta il dolore altrove — premi sulla spalla e senti dolore fino al braccio.
Nella fibromialgia si parla principalmente di tender points. Diciotto in tutto, distribuiti in coppia su entrambi i lati del corpo.
Diciotto. Sparsi dalla testa ai piedi. Ora tutto torna, vero?
La mappa del dolore — dove si trovano
Testa e collo: la base del cranio, i muscoli del collo e i legamenti delle vertebre cervicali. Ecco perché certi giorni il collo sembra di legno e le braccia si addormentano. No, non è lo stress.
Spalle e schiena: intorno alle scapole, lungo i muscoli trapezi — quelli che si contraggono ogni volta che sei tesa — e giù lungo la colonna. Se hai mai sentito la schiena come una lastra di cemento alle otto di mattina, sai esattamente di cosa parlo.
Torace e costole: sì, anche lì. Le costole possono essere dolorosissime al tatto, tanto che a volte ci si chiede se si è rotto qualcosa. Risposta: no. È la fibromialgia. Ottima notizia.
Gomiti e avambracci: il punto è all’interno del gomito, appena sotto la piega. Particolarmente scomodo per chi — come me per anni — lavora con le mani.
Fianchi e glutei: i muscoli dei glutei e la zona intorno alle anche. Questo spiega quei dolori che arrivano dopo essere state sedute troppo a lungo, o quella sensazione di rugginoso quando ci si alza dalla sedia.
Cosce e ginocchia: la parte interna delle ginocchia e i muscoli delle cosce. Salire le scale nei giorni brutti è una piccola avventura quotidiana.
Perché fanno così male?
La risposta breve: il sistema nervoso è in allerta permanente.
Con la fibromialgia, il cervello e il midollo spinale amplificano i segnali di dolore. È un meccanismo che si chiama sensibilizzazione centrale — ed è come avere il volume del dolore alzato al massimo, sempre.
Quello che per un’altra persona è una pressione leggera, per te diventa insopportabile.
Non stai esagerando. Non è nella tua testa. È neurologia.
Bastano 11 punti per la diagnosi?
Un tempo sì — il vecchio criterio diceva che almeno 11 dei 18 tender points dovevano essere dolenti per fare diagnosi di fibromialgia.
Oggi i criteri sono stati aggiornati. Si tengono in considerazione anche la qualità del sonno, la stanchezza cronica, la nebbia cognitiva, e la durata dei sintomi. I tender points restano importanti, ma non sono più l’unico parametro.
Quindi se il tuo medico non li conta uno per uno — non ti preoccupare. Sta solo lavorando con criteri più moderni.
Cosa fare con queste informazioni
Prima cosa: non fare l’autodiagnosi. I tender points possono essere dolorosi anche per altre ragioni, e solo un medico può fare una valutazione corretta.
Seconda cosa: se sospetti la fibromialgia, chiedi espressamente al medico di valutare i tender points durante la visita. Non tutti lo fanno di routine — io ho aspettato anni prima che qualcuno lo facesse con me.
Terza cosa — e questa è forse la più importante: sapere dove si trovano questi punti ti aiuta a capire il tuo corpo. Quando un giorno fa male il collo e il giorno dopo le ginocchia, non è nella tua testa — stai semplicemente seguendo la mappa della tua fibromialgia.
E le mappe, una volta che le conosci, fanno meno paura.
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Non sei sola in questo. E non devi trovare le risposte da sola.
Anche tu hai scoperto i tender points tardi? Com’è andata la tua diagnosi? Scrivimi nei commenti — mi interessa davvero sapere la tua storia.
